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  • DDL “La buona scuola” in 10 punti

    buona scuola1. AUTONOMIA SCOLASTICA. La riforma realizza l’autonomia scolastica assegnando maggiori strumenti ai dirigenti delle scuole per chiedere e gestire risorse umane, tecnologiche e finanziarie. Le scuole avranno un organico potenziato, l’organico dell’autonomia, per coprire le cattedre vacanti e rispondere alle nuove esigenze didattiche, organizzative e progettuali: le scuole potranno indicare allo Stato il fabbisogno di docenti e strumenti per attuare i loro Piani dell’offerta formativa che sono triennali e vengono elaborati dal collegio dei docenti, sulla base degli indirizzi definiti dal dirigente scolastico. L’ultima parola per approvare i POF spetta al Consiglio d’Istituto dove sono presenti anche le famiglie e, alle superiori, gli studenti. Le scuole elementari avranno il compito di potenziare l’inglese, la musica e l’educazione motoria. Le scuole medie rafforzeranno lo studio delle lingue straniere e l’educazione ambientale. Le scuole superiori dovranno potenziare le attività di insegnamento di discipline non linguistiche in lingua straniera (Clil) e le competenze logico-matematiche. Ma anche la Storia dell’arte, l’educazione interculturale. Continue reading →

  • Libri di testo 2015-2016

    Scuola secondaria di I grado
    Prime Motterle
    Seconde Motterle
    Terze Motterle

    Prime Beltrame
    Seconde Beltrame
    Terze Beltrame

    Scuola primaria
    Villaggio Giardino
    Tezze
    S. Bortolo
    Montorso Primaria
    Costo
    Castello

    N.B I libri di testo della Scuola primaria non dovranno essere acquistati dalle famiglie in quanto saranno forniti dalle amministrazioni comunali.

  • Compiti e studio per casa: manifesto dell’IC2 Arzignano

    compiti

    Si trasmettono ai docenti, ai genitori e agli alunni del nostro istituto alcune riflessioni sui compiti a casa con l’intento di stimolare la discussione su questo tema molto sentito da parte di tutti, e di raccogliere le vostre opinioni in merito al fine di elaborare un “Manifesto” condiviso da mettere in pratica.

    Il nostro Istituto (adottando la settimana corta in ogni ordine di scuola, come nella maggior parte dei Paesi occidentali) prevede una frequenza piuttosto lunga: fino alle 13.00 per la primaria e alle 14.00 per la secondaria; e il ritorno a casa non avviene prima di un’altra mezz’ora. Gli alunni arrivano a casa stanchi, con i compiti da eseguire e lo studio da affrontare. Il risultato è sicuramente controproducente perché il cervello dei nostri ragazzi non è un contenitore da riempire all’infinito. Continue reading →

  • Abbiamo pubblicato un libro: Amarillide, il fiore dell’amiciazia

    diplomiPostfazione di Francesco D’Adamo

     Le storie esistono

    Fuori c’era la nebbia, quei nebbioni della bassa che non ci sono più, ma dentro l’aula una parete era sempre coperta da enormi fogli bianchi – era carta da pacchi, immagino. Su quei fogli che non finivano mai e che ogni giorno sembravano rigenerarsi, disegnavamo e dipingevamo e scrivevamo in continuazione. Saghe, storie, personaggi, animali fantastici – magari un giorno ho disegnato il Serpiconiglio e non me ne ricordo.
    In giardino, all’ora della ricreazione, ci aspettava una cornacchia parlante; in realtà gridava un’unica parola: “Antonio!”, il nome del bidello, ma non dubitavo che se solo una volta avessi potuto incontrarla da solo, senza la compagnia vociante del resto della classe, mi avrebbe raccontato storie antiche e misteriose, magari la storia di “Amarillide, il fiore dell’amicizia”.
    Perché le storie non le inventiamo noi scrittori, le storie esistono, stanno da qualche parte e aspettano solo che qualcuno dia loro le parole per esistere. Che queste parole le possano trovare i bambini ancor prima di aver imparato a leggere e a scrivere o subito dopo, appena iniziano a sillabare e a tracciare grandi lettere storte, non mi meraviglia affatto.
    Per cinque anni, alla scuola elementare, ho trovato parole grazie ad Ugo – caro Ugo – il maestro che ci faceva inventare le storie e incantare e fantasticare e che era amico di un altro maestro che si chiamava Mario Lodi…
    Quelle parole che Ugo mi ha fatto trovare le avevo dentro anche prima, ne sono sicuro: solo che non ho fatto l’asilo e allora le parole dovevo trovarle da me nei lunghissimi pomeriggi di solleone con le lucertole, non le sapevo esprimere ma mi insegnavano i mondi.
    I bambini di Arzignano le parole le hanno trovate – e chissà come si sono divertiti – grazie ai buoni maestri, che sono poi la Buona Scuola, quella vera – altro che chiacchiere. Le hanno trovate per parlare istintivamente di Amicizia, Solidarietà, Accettazione del diverso.
    Dice: ma poi crescendo si rovinano, a queste cose non credono più…
    Non è vero: io da sempre nei miei romanzi parlo ai loro fratelli più grandi di queste stesse cose, le cose che valgono, quelle con la Maiuscola, e ho sinceramente l’impressione che le ascoltino e che ogni parola ne evochi un’altra fino a creare – in questi tempi di afasia – una lingua che può dare radici e ali, come dice Pier Paolo Frigotto.
    Questo è, secondo me, il primo compito dei Buoni Maestri e dei Buoni Adulti di cui c’è sempre più bisogno.

  • Abbiamo pubblicato un libro – seconda edizione: Le straorinarie avventure di un costosissimo paio di scarpe

    scarpePostfazione di Eraldo Affinati

    Una scuola così

    Cos’è la buona scuola? Se ne parla tanto in questi mesi ma sembra difficile stabilirlo, anche perché la qualità didattica assomiglia all’araba fenice: muore e rinasce ogni giorno, ogni ora, continuamente, dalle proprie ceneri. Lo stesso alunno che ti sembrava perso, puoi ritrovarlo vicino a te in una frazione di secondo. Il medesimo insegnante, che pareva stanco e demotivato, eccolo pronto a ripartire da capo.
    Dobbiamo identificare innanzitutto le buone pratiche e poi renderle strutturali.
    Un’operazione come quella realizzata dall’Istituto Comprensivo Statale 2 di Arzignano andrebbe messa sotto la luce dei riflettori affinché altri educatori, ugualmente appassionati e rigorosi, possano prenderne spunto, ricavarne alimento.
    Coinvolgere quasi ottocento ragazzi di Scuola primaria e secondaria nella stesura e nell’illustrazione di un lungo racconto non è una bazzecola. Per tagliare il traguardo sono necessari piglio, costanza, carisma, volontà applicativa e una certa dose di cocciutaggine. Bisogna superare scoramenti, apatie, pigrizie e timidezze. Se ci riesci, i ragazzi ti vengono dietro. Di più: ti stupiscono. Ti disorientano. Ti sorprendono. Ti restituiscono il sorriso. E così è stato anche stavolta.
    È una storia che sarebbe piaciuta moltissimo al grande Mario Rigoni Stern, marciatore d’eccezione, che ad Arzignano lavorò come impiegato all’Ufficio distrettuale delle Imposte dirette, nei tristi anni del secondo dopoguerra, stando a pigione da un operaio dello stabilimento Pellizzari.
    Il racconto pone al centro della narrazione i valori dell’amicizia e della solidarietà declinando, in brevi capitoli di forte presa emotiva, le vicende incredibili e paradossali di un paio di scarpe dal nome emblematico, Droite e Gauche, alle quali capita di venir divise l’una dall’altra. I mocassini artigianali di gran classe ne vedono di tutti i colori: di volta in volta comprati e rubati, affogati e ripescati, venduti e  scambiati, persi e ritrovati; assumono il ruolo di veri e propri personaggi, ognuno con il suo singolare stile.
    I ragazzi che si sono passati il testimone della scrittura ricorderanno per sempre quest’opera. Ciò non significa semplicemente aver fatto bene i compiti. Vuol dire qualcosa di molto più importante: essere riusciti a realizzare una grandiosa impresa conoscitiva.

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La nostra scuola

È meglio una testa ben fatta che una testa ben piena
Michel de Montaigne

la nostra scuolaLa nostra scuola è una palestra dove gli allievi, per la prima volta, sono chiamati a misurare le proprie capacità di apprendimento, la propria volontà e determinazione nell’impegno quotidiano, la propensione a partecipare in maniera attiva alla vita di una comunità di coetanei; dov’è possibile, con gli opportuni strumenti e gli stimoli derivanti da una guida appropriata, far emergere o scoprire le personali inclinazioni.